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CNA Alimentare - Obbligo di contratti in forma scritta nelle transazioni alimentari

Disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari

 

“modalità applicative dell’art. 62 della legge 27/2012 relativamente all’obbligo di stipula in forma scritta dei contratti in materia di cessione di prodotti agricoli e agro-alimentari e all’introduzione di termini di pagamento”

 

(La CNA del Friuli Venezia Giulia sta organizzando in merito un seminario informativo rivolto alle imprese interessate per il giorno 13 novembre.)

 

E’ uscito di recente in Gazzetta Ufficiale il Provvedimento per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività, che contiene l’art. 62 che ci interessa in particolar modo in quanto “Disciplina le relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari”. Obiettivo del provvedimento è quello “di salvaguardare la produzione agroalimentare e le pmi rispetto alle pratiche commerciali scorrette da parte della Grande distribuzione organizzata”.
Il provvedimento introduce pertanto delle nuove regole:
-la forma obbligatoria del contratto
-i tempi di pagamento con le relative sanzioni
-il divieto di pratiche commerciali condotte in modo sleale.

Secondo il provvedimento i contratti di fornitura dovranno venire “stipulati obbligatoriamente in forma scritta, ed indicare a pena di nullità
- la durata
- le quantità e le caratteristiche del prodotto
- il prezzo, le modalità di consegna e di pagamento
I contratti dovranno essere inspirati a principi di trasparenza, correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni, con riferimento ai beni forniti.
Di fatto non saranno più ammessi gli accordi o ordini verbali.

Tale regola non sussiste nella fase di vendita diretta al consumatore finale; non deve perciò essere applicata da parte delle gelaterie, pasticcerie, panetterie, rosticcerie, pizza taglio/asporto, macellerie etc, che effettuano la vendita diretta al consumatore finale.

Nelle relazioni e transazioni commerciali tra operatori, compresi quindi i contratti che hanno ad oggetto la cessione dei beni appena menzionati, sarà vietato:
-imporre direttamente o indirettamente condizioni di acquisto, di vendita o altre condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose, nonché condizioni extracontrattuali (non derivanti dal contratto medesimo) e retroattive;
-applicare condizioni oggettivamente diverse per prestazioni equivalenti;
-subordinare la conclusione, l’esecuzione dei contratti e la continuità e regolarità delle medesime relazioni e transazioni commerciali alla esecuzione di prestazioni da parte dei contraenti che, per loro natura e secondo gli usi commerciali, non abbiano alcuna connessione con l’oggetto degli uni e delle altre;
-conseguire indebite prestazioni unilaterali, non giustificate dalla natura o dal contenuto delle relazioni commerciali;
-adottare ogni ulteriore condotta commerciale sleale che risulti tale anche tenendo conto del complesso delle relazioni commerciali che caratterizzano le condizioni di approvvigionamento.

Per le tipologie di contratti appena menzionati, ossia quelli che hanno per oggetto la cessione di soli prodotti agricoli e alimentari, il pagamento del corrispettivo dovrà essere effettuato entro il termine di legge di
-30 giorni dalla consegna o dal ritiro dei prodotti medesimi o delle relative fatture per i prodotti deteriorabili;
-60 giorni per tutte le altre merci.
Gli interessi decorreranno automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine di pagamento ove il tasso legale di interesse è maggiorato irrevocabilmente di ulteriori 2 punti percentuali.
Sono considerati prodotti o merci deteriorabili:

-i prodotti agricoli, ittici e alimentari preconfezionati che riportano una data di scadenza o un termine minimo di conservazione non superiore a sessanta giorni;
-i prodotti agricoli, ittici e alimentari sfusi, comprese erbe e piante aromatiche, anche se posti in involucro protettivo o refrigerati, non sottoposti a trattamenti atti a prolungare la durabilità degli stessi per un periodo superiore a sessanta giorni;
-i prodotti a base di carne che presentino le seguenti caratteristiche fisico-chimiche:
aW superiore a 0,95 e pH superiore a 5,2 oppure aW superiore a 0,91 oppure pH uguale o superiore a 4,5;
-tutti i tipi di latte.

Salvo che il fatto non costituisca reato, i soggetti che contravvengono gli obblighi:

a)relativi alla stipula del contratto in forma scritta sono puniti con una sanzione amministrativa da euro 516 a euro 20.000;
b)relativi al divieto di pratiche commerciali sleali dei rapporti commerciali sono puniti con una sanzione amministrativa da euro 516 a euro 3.000
c)relativi al mancato rispetto dei termini di pagamento sono puniti con sanzione amministrativa da euro 500 a euro 5.000.
L’entità della sanzione è determinata in ragione del fatturato aziendale e della misura dei ritardi.

Sull’applicazione di tale normativa la vigilanza e le sanzioni sono affidate alla Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (Antitrust) che amplia le proprie competenze alle pratiche commerciali scorrette tra imprese, con il potere di intervenire “d’ufficio o su segnalazione di qualunque soggetto interessato”


Come noto il Decreto legge è esecutivo dal momento della pubblicazione in Gazzetta. Ma ai fini della conversione in legge entro 60 giorni, per il provvedimento si sta avviando in questi giorni la discussione al Senato.

Pur condividendo lo spirito e le finalità del legislatore, nello specifico il Ministro dell’Agricoltura, che ha portato alla stesura della norma, come CNA Alimentare individuiamo alcune criticità:
- l’obbligo di contratti in forma scritta potrebbe comportare un forte appesantimento
gestionale nella vita in particolare delle piccole imprese;
- la differenziazione dei tempi di pagamento tra prodotti alimentari deperibili e gli altri,
rischia di accentuare una sproporzione nella filiera;
- la decadenza delle possibilità di accordi tra le parti interessate con termini di pagamento
diversi da quelli omologati introduce elementi di rigidità a scapito della esigenza di
flessibilità nelle relazioni tra imprese.

 

Le disposizione contenute nell’art.62 entreranno in vigore il 24 ottobre 2012, malgrado non sia stato ancora pubblicato il decreto di attuazione (originariamente previsto per il 24 giugno).